Questo o quello? – Lettere B, C

Anzitutto grazie a tutti coloro che hanno manifestato consenso e interesse alla nuova pagina “Dizionario”, in cui si riportano tutti i termini più controversi in medicina e biologia, indicandone l’uso corretto. Oggi proseguiamo con la pubblicazione nel Dizionario delle lettere B e C, mentre qui ci occupiamo di approfondimenti relativi ad alcune delle voci contenute in queste lettere.

Biopsia, per esempio, offre lo spunto per sconsigliare caldamente l’uso di tutti quei verbi che derivano da termini molto usati in medicina ma che non per questo autorizzano a coniare verbi che non esistono in italiano. Non si dirà, pertanto, biopsiare, così come non si dirà profilassare, slatentizzare, e molti altri. “Refertare”, invece, è accettato. Si dirà dunque “effettuare una biopsia”.

Altra questione interessante: cardiomiopatia o miocardiopatia? La prima, su Google ha, a oggi, 515.000 risultati, mentre la seconda ne ha 224.000, poco più della metà. Insomma, cardiomiopatia è certamente preferibile a miocardiopatia, il cui impiego, tuttavia, non può definirsi sbagliato. Anzi, talune fonti, prima fra tutte l’ottimo dizionario italiano/inglese Medicina e Biologia, di Delfino, Lanciotti, Liguri e Stefani, pubblicato da Zanichelli, opera una distinzione sottile: alla voce “cardiomiopatia” si legge: “Malattia del muscolo cardiaco primitiva o idiopatica (su base familiare, genetica, infettiva, immunologica, tossica, ecc.); si parla in genere di miocardiopatia se la malattia è secondaria. La cardiomiopatia viene distinta in restrittiva, dilatativa e ostruttiva”. Quindi, “cardiopatia” se processo primitivo o idiopatico, “miocardiopatia” se, come si legge ancora nella fonte citata, trattasi di “processo secondario a ipertensione (miocardiopatia ipertensiva), a ischemia del miocardio per alterazioni coronariche (miocardiopatia ischemica), a lesioni valvolari o a malattie cardiopolmonari”. Devo dire che la distinzione non mi convince, però vista l’autorevolezza della fonte va considerata. Nel dubbio, usare “cardiomiopatia”.

Molto spesso mi capita di leggere frasi del tipo “il disturbo correla con…” e simili: è sbagliato perché in questo caso va usato il verbo intransitivo: correlarsi e non correlare, cioè, per tornare all’esempio, “il disturbo si correla con…”. Si nota sempre più la tendenza nella lingua italiana a trasformare un verbo intransitivo in uno transitivo (in questi giorni ho sentito una nota giornalista dire in TV “In molti hanno congratulato Biden…” anziché “si sono congratulati con Biden”). Naturalmente, non sto dicendo che “correlare” non è  verbo transitivo (per es., “correlare fenomeni locali con…”), ma in medicina è quasi sempre usato nella forma intransitiva (“la sindrome si correla con…”, “il disturbo non sembra correlarsi con…”).

Corticale e corteccia non sono sinonimi. La “corteccia” è lo strato esterno di un organo (per es., la corteccia cerebrale e la corteccia del rene sottostante la capsula fibrosa, dove sono localizzati i corpuscoli di Malpighi e le porzioni superficiali dei nefroni). “Corticale”, invece, è riferito alla corteccia, o con le caratteristiche di una corteccia, in particolare alla corteccia telencefalica e a quella della ghiandola surrenale.

Infine, una volta per tutte, in medicina si dice coste e non costole!

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