In occasione della mostra Caravaggio 2025, in corso a Roma, a Palazzo Barberini, mi soffermo su questa famosa opera giovanile (1596-97, quando l’artista aveva 25-26 anni) del Merisi, che figura tra quelle esposte.
Il titolo del dipinto è dovuto al colorito della pelle del soggetto che, secondo alcuni studiosi, sarebbe proprio un autoritratto dello stesso Caravaggio, eseguito durante la sua convalescenza in seguito al ricovero presso l’Ospedale della Consolazione (l’ospedale dei poveri), avvenuto – sembra – per una ferita alla gamba causatagli dal calcio di un cavallo.
In questo dipinto, Caravaggio sembra porre l’accento sulla malattia di Bacco, sottolineando il pallore del volto e il colore bluastro delle labbra e non attenuando per nulla le imperfezioni del corpo umano.
Anche in questo dipinto, come pure in altre sue opere, Caravaggio cita una posa michelangiolesca: in questo caso, quella della gamba piegata e sollevata o divaricata, che assume il significato di rinascita, ma anche di vittoria e trionfo. È evidente che il trionfo in questione sarebbe quello del pittore sulla malattia e la morte; si tratterebbe dunque di una sorta di “resurrezione” del pittore stesso, la cui malattia aveva fatto temere il peggio; certo, una sorta di resurrezione profana, il cui riaffacciarsi al piacere della vita da parte del pittore è vissuto con incredulità e malinconia.
L’artista
Caravaggio, pseudonimo di Michelangelo Merisi (Milano, 29 settembre 1571 – Porto Ercole, 18 luglio 1610), si formò prima a Milano, e poi per gran parte della sua vita artistica a Roma. Durante gli ultimi quattro anni della sua vita visse tra Napoli, l’isola di Malta e la Sicilia. Caravaggio acquisì, vivente, grande fama internazionale e dopo la morte fu ispiratore della corrente pittorica del caravaggismo avendo egli esercitato una forte influenza sulla pittura barocca del XVII secolo, ma venne poi dimenticato fino alla riscoperta critica nel XX secolo, specie ad opera del grande critico Roberto Longhi.
Oggi è considerato uno dei più celebri rappresentanti dell’arte occidentale di tutti i tempi, fondatore della corrente naturalistica moderna, in contrapposizione al Manierismo e al Classicismo, così come precursore della sensibilità barocca. I suoi dipinti dimostrano un’eccezionale sensibilità nella resa della dimensione umana, fisica ed emotiva, anche tramite la fedeltà al modello dal vivo e l’uso scenografico della luce, caratteristiche che furono considerate al tempo rivoluzionarie, in totale contrapposizione alla prassi accademica raffaellesca. La principale componente del suo stile consiste nel realizzare la prospettiva e la tridimensionalità attraverso l’uso drammatico e teatrale della tecnica del chiaroscuro.
Fonti
Fonte immagine:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Sick_young_Bacchus_by_Caravaggio.jpg

che interpretazione suggestiva!
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