Come si scrivono batteri e virus?

Proviamo a fare chiarezza e a dare qualche regola circa le modalità di scrittura di batteri e virus, argomento piuttosto controverso.

Per i nomi dei batteri si riportano solitamente il genere (per es., Escherichia) e la specie (per es., coli). Questi nomi scientifici, in latino, vanno composti in corsivo con l’iniziale del primo termine (il genere) in maiuscolo, mentre il nome della specie viene composto in minuscolo (per es., Escherichia coli).

Quando si fa riferimento alla famiglia cui essi appartengono (per es., Enterobacteriaceae), questa – per convenzione – viene composta in tondo, anche se trattasi di nome latino. Idem per ordine, classe, phylum, regno e dominio.

Dopo la prima citazione, all’interno di uno stesso articolo o capitolo, si può contrarre il primo termine con la sola iniziale puntata (per es., E. coli). Attenzione, tuttavia, ai generi che iniziano con la “S” perché essendo molti (si pensi solo a Streptococcus e a Staphylococcus) l’uso della sola iniziale potrebbe creare confusioni, pertanto vanno abbreviati solo quando si è certi che non vi sono ambiguità.

Se non si usa il termine scientifico latino, ma la forma italianizzata (per es., clamidia e non Chlamydia o streptococco e non Streptococcus), ovviamente non si farà più ricorso né al corsivo né all’iniziale maiuscola.

Spesso il genere del batterio è seguito dall’abbreviazione “sp.” o “spp.” (l’abbreviazione al singolare viene spesso usata dopo il nome del genere quando non si riconosce la specie precisa, mentre il plurale lo si utilizza per riferirsi a tutte le specie appartenenti allo stesso genere) e che va composta anch’essa in tondo.

Circa l’uso dell’articolo davanti al nome dei batteri, è sostanzialmente una questione di stile di scrittura. Normalmente, le norme redazionali lo sconsigliano per i nomi latini delle specie equiparandoli a nomi propri. Tuttavia, in un contesto discorsivo, è accettabile (per es., l’E. coli), ma se il nome del batterio è seguito da “spp.”, l’articolo non va usato. Gli inglesi non lo usano mai.

Quanto ai virus, di solito per questi si usano i nomi comuni (per es., citomegalovirus, papillomavirus, herpesvirus,…) per cui non si fa ricorso al corsivo, che invece ovviamente andrà usato se ne si riporta il nome scientifico.

Immagine da: Di Phoebus87 di Wikipedia in inglese, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3072531

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